Sindrome Post-Finasteride: esiste davvero una connessione? [Malattia]

Sindrome Post-Finasteride

La Finasteride è un medicinale che viene ampiamente utilizzato per la prevenzione e il trattamento dei primi stadi di alopecia androgenetica e di iperplasia prostatica benigna.

Questo principio attivo viene somministrato negli uomini tra i 18 e i 40 anni, trattandosi di un inibitore dell’enzima che ha la funzione di trasformare il testosterone in diidrotestosterone.

Questo ormone androgeno è incaricato di controllare lo sviluppo dei genitali, lo stimolo sessuale e dei caratteri sessuali secondari, come la crescita dei peli, il tono della voce ecc.
La finestaride agendo da inibitore dell’enzima diidrotestosterone abbassa i livelli di testosterone nell’organismo.

Numerosi studi hanno confermato che, in molti casi, questo farmaco induce effetti collaterali importanti che diventano irreversibili e persistono anche quando il trattamento viene interrotto.

Questo noto principio attivo fu messo in commercio per la prima volta dalla Merck Sharp & Dhome e, ad oggi, si trova anche nella sua forma equivalente.

Ne fu autorizzato l’uso negli Stati Uniti a partire dal 1992 per trattare, con alte dosi, l’ipertrofia prostatica e nel 1999 per il trattamento a basse dosi dell’alopecia androgenetica.

Pochi anni dopo, venne consentito ed approvato l’uso del farmaco anche in Italia.

Rimedio per la Calvizia al Prezzo più BassocalvoRimedio per la Calvizia al Prezzo più Basso

I sintomi post Finasteride


Si definisce come sindrome post-Finastaride tutta una serie di disturbi che investono la sfera sessuale, psicologica ed emotiva e che insorgono dopo l’assunzione del farmaco.

Tra i sintomi maggiormente riscontrati troviamo:


• Ansia
• Disfunzione erettile;
• Dolori cronici;
• Diminuzione della libido;
• Restringimento del pene;
• Insonnia;
• Depressione;
• Manie suicide


Tutti questi sintomi sono stati riscontrati in un gruppo di giovani pazienti dopo aver fatto un uso prolungato del farmaco per la prevenzione e il trattamento dell’alopecia androgenetica.
Rientrano nella definizione di sindrome post-Finestaride tutti quei sintomi che persistono anche mesi o anni dopo l’interruzione del trattamento con il farmaco inibitore.


I sintomi che abbiamo appena elencato sono la causa dell’interruzione del trattamento e si possono presentare durante tutto il periodo di assunzione del farmaco.

Una volta interrotto il trattamento, una percentuale variabile che va dal 3% al 4% degli uomini non presentano miglioramenti ed è proprio in questo caso che parliamo di Sindrome Post-finasteride o PFS.


I pazienti con sintomatologia legata alla sindrome vengono suddivisi in tre macro gruppi principali sulla base dei sintomi che manifestano:


1. Modifiche della sessualità associata a modifiche psichiatriche;
2. Alterazione psichiatrica;
3. Alterazione sessuale.

Secondo il dottor Melcangi, Professore di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Milano, il problema in risposta al trattamento si origina a livello cerebrale.

Essendo un potente farmaco inibitore dell'enzima 5-alfa-reduttasi di tipo II e agendo per via metabolica, si è registrata un’alterazione di importanti ormoni steroidei. Contrariamente a quanto si pensava in passato, la Finasteride non agisce solo inibendo il diidrotestosterone, ma causa danni persistenti in altri distretti dell’organismo.

La difficoltà dei medici, nel trovare un filo comune in questa sintomatologia, è data dalla mancanza di omogeneità degli uomini che presentano i sintomi legati alla PFS.
Nasce da qui l’importanza di riuscire a avere un quadro clinico completo del paziente già prima dell’assunzione del principio attivo, ma questo purtroppo non è quasi mai possibile.

I pazienti che assumono Finasteride non presentano esami del sangue alterati, ma è stata registrata un’alterazione significativa a livello epigenetico dell’enzima alfa-reduttasi. Non è però possibile sapere se questa variazione sia subentrata dopo l’assunzione del farmaco o fosse presente già precedentemente alla cura con questo farmaco.


Il professor Melcangi è uno dei massimi esperti del settore e si occupa da anni delle problematiche dovute all’utilizzo di Finasteride in pazienti di varie età. Lo scopo è quello di capire come funziona questo farmaco e come agisce a livello cerebrale.

Questo farmaco, secondo quanto affermato dal professore, non è da demonizzare in toto ma il suo utilizzo va studiato ed approfondito per ridurre ed eliminare la percentuale di persone che potrebbero sviluppare questa sindrome e vedere la propria vita compromessa totalmente.
Nel 97% dei casi, l’uso del principio attivo porta vantaggi ai pazienti senza creare effetti collaterali. Si registra una diminuzione della perdita di capelli con importante effetto a livello psicologico.


Come possiamo immaginare, infatti, chi è affetto da alopecia spesso registra disturbi della sfera emotiva e psichica non di poca rilevanza.

In questi casi, l’uso di questo farmaco può essere di grande aiuto ma, allo stesso tempo, vanno scongiurati gli effetti a lungo termine che segnano in maniera indelebile la vita dei pazienti e dei loro familiari.

foto di aglio per olioRimedio per la Calvizia al Prezzo più Basso

Gli studi scientifici sul tema della Finasteride


Nello studio di questo principio attivo, che andrà approfondito, bisognerà valutare la possibile predisposizione di un individuo a sviluppare la sindrome post-Finasteride.

Sembrerebbe, infatti, che la componente genetica giochi un ruolo fondamentale nella manifestazione della sindrome PFS a seguito dell’assunzione del farmaco per periodi più o meno lunghi.
Questo discorso risulta essere davvero molto complesso e il tutto è aggravato dalla scarsità di studi e laboratori che si occupano di questo processo.


Nel mondo, infatti, non sono molti ad occuparsi di questa sindrome e degli effetti ad essa associati. La ricerca in Italia sembra, negli ultimi anni, avere compiuto passi da gigante ed essere in prima linea sul tema, ma ad oggi gli studi condotti sono ancora pochi.
In particolare, è possibile segnalare uno studio americano, condotto dall’Università di Harvard, che è riuscito a dimostrare, effettuando una risonanza magnetica, che le persone affette da PSF mostravano un’alterazione legata a sintomi depressivi.

L’associazione Post-Finasteride Syndrome Foundation è un punto di riferimento in quest’ambito ed è nata per aiutare le famiglie dei ragazzi con questa sindrome che, in alcuni casi, sono arrivati purtroppo anche al suicidio.

In Italia troviamo l’associazione Vittime Finasteride con le stesse finalità della precedente.

Associazioni nate per dare supporto e aiuto ai pazienti che si trovano a dover convivere con questa situazione e sensibilizzare il grande pubblico alla tematica, spesso non conosciuta.

Prima di consigliare questo principio attivo, il medico dovrebbe sempre indagare la situazione clinica del paziente e riuscire a capire le reali motivazioni che inducono la persona a ricorrere ad un farmaco per risolvere la propria problematica estetica, cercando di evitare la somministrazione in casi che possono apparire già dubbi.

immagine di un farmaco per la calvizia

AUTORE:

Augusto Riva

Sono un'appassionato del settore che lavora e vive a Roma, la mia città di nascita. Sia io che mia moglie abbiamo passato anni a soffrire del problema della calvizia e, una volta trovata la soluzione, abbiamo deciso di condividere le nostre esperienze e opinioni su questo portale, dato che la maggior parte dei rimedi e consigli sul web sono fuorvianti.

Puoi leggere di più su di me qui.