Calvizie Maschile: Domande più frequenti

Domande Frequenti sulle Calvizie

Quello della calvizie è un problema di cui si sente parlare spesso e che, sebbene colpisca principalmente gli uomini, può presentarsi anche alle donne.

Anche se usato spesso, il termine di calvizie maschile non è del tutto corretto, dal momento che si sta parlando in realtà di alopecia androgenetica.

Se sei giunto su questa pagina, credo proprio che tu sia interessato in un certo qual modo a questa condizione e ti sia posto alcune domande. Continua allora la lettura e scopri tutti i dettagli.

Calvizie maschile: cos'è?


La calvizie maschile, o meglio, l'alopecia androgenetica è una condizione fisica che comporta la riduzione del fusto dei capelli, determinandone quindi il loro diradamento ed eventualmente anche la conseguente caduta.

Senza addentrarci troppo nei tecnicismi, questo fenomeno di miniaturizzazione si concentra principalmente nella parte alta della testa, determinando quella che in gergo viene definita come "pelata" o "chierica".

Chi soffre di alopecia androgenetica va incontro a una modifica del ciclo vitale della propria chioma; non sempre in seguito al processo di miniaturizzazione avviene una caduta consistente dei capelli, anzi, la perdita è più rara rispetto ad altre forme di alopecia.

Tuttavia però, viene modificata la fase Anagen del ciclo, ossia quella relativa alla crescita dei fusti; in questo caso infatti, il follicolo diviene sempre più debole e in grado di produrre capelli dal diametro sempre minore.

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Nel dettaglio, da come puoi notare nell'immagine, lo stadio ideale di crescita e vita dei capelli è classificato come Anagen 6: nel soggetto colpito da calvizie si passa gradualmente alla classe Anagen 5, 4 e così via fino a che non sia allo stadio definito "vellus", nel quale è presente una peluria molto corta e depigmentata, invisibile all'occhio umano.

Laddove l'alopecia sia aggressiva al punto tale di andare oltre a questo ultimo stadio, si assiste ad una morte vera e propria del follicolo.

Il processo di miniaturizzazione dei fusti non colpisce in maniera indifferente e simultanea tutta la calotta cranica, ma ha inizio in genere nella zona delle tempie o nella zona frontale del capo e proseguire verso l'interno, fino, nei casi più gravi, a lasciare scoperta tutta la parte superiore della testa.

Il fenomeno inizia con il cambiamento dell'aspetto dei capelli, divenendo questi più crespi e simili alla paglia; dopo di che, a mano a mano che il diametro dei fusti diminuisce, si assiste al primo diradamento fino a non si arriva alla fase del vellus.

Qualora si dovesse perdere anche questa peluria, si va incontro infine a un capo completamente glabro.

Puoi notare l'andamento di questo processo nell'immagine qui accanto.

Cosa provoca la calvizie negli uomini?

Come detto prima, quando si parla di calvizie maschile si fa riferimento al termine medico di alopecia androgenetica e già da questa definizione puoi intuire i fattore che è alla base di questa condizione, ossia gli ormoni responsabili della funzionalità sessuale dell'uomo e della presenza di peli su tutto il corpo maschile.

Si tratta del Diidrotestosterone DHT, un derivato del testosterone, l'ormone maschile per antonomasia, che è il risultato dell'azione svolta dall'Enzima 5 alfa.

Tuttavia, alla base dell'alopecia androgenetica non vi è soltanto il Diidrotestosterone DHT. Questo dato è dimostrato dal fatto che tale ormone è presente in tutti gli uomini, ma non tutti fortunatamente soffrono di questa condizione.

Infatti, la calvizie è il risultato della sensibilità soltanto di alcuni follicoli al DHT; ecco perché la perdita dei capelli avviene in particolar modo nella zona centrale della testa e non ad esempio vicino alle orecchie o sulla nuca (i cui follicoli non sono sensibili all'azione dell'ormone), andando a creare una sorta di corona intorno alla zona glabra.

Intorno al fenomeno della calvizie maschile girano spesso delle false credenze e delle informazioni fuorvianti; pertanto, a differenza di ciò che si dice nelle credenze popolari, questa condizione non è determinata da un'eccessiva produzione di ormoni nell'uomo, bensì dalla sensibilità a questi da parte dei follicoli.

Per darti un'opinione più corretta possibile infatti, mi sono sottoposto a delle analisi ormonali per verificare i miei livelli ormonali e questi erano praticamente normali, sebbene anch'io soffra di alopecia.

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A che età può manifestarsi l'alopecia androgenetica?

Dal momento che ogni caso è a sé e dipende anche dalla concomitanza di alcuni fattori, non è possibile definire un'età precisa nella quale può comparire la calvizie negli uomini. In linea di principio però, questa non dovrebbe emergere prima dei 16/17 anni se si considera appunto la sensibilità ormonale.

Tuttavia, in base alla tipologia e alle caratteristiche si possono definire due livelli di alopecia:

1. Alopecia a progressione lenta, che può comparire dai 25/30 anni e caratterizzarsi da un processo di miniaturizzazione rallentato, fino ad arrestarsi per un periodo e riprendere in un secondo tempo. Sebbene possa sembrare più innocua, in realtà può colpire in modo anche piuttosto aggressivo.

2. Alopecia aggressiva, che è sicuramente più precoce e con un andamento più immediato. Infatti può comparire già verso i 17/18 anni e portare in poco tempo a una totale miniaturizzazione dei capelli.

Essendo in prima persona coinvolto in questa condizione, mi capita di osservare le persone che soffrono di calvizie e ti posso assicurare che hanno tutte delle caratteristiche simili, con gradi di avanzamento precisi.

Alcuni soggetti presentano diradamenti nella zona delle tempie, altri in quella del vertex e le donne hanno diradamenti più diffusi.

C'è un modo per misurare in un certo qual modo il livello e la fase dell'alopecia androgenetica ed è la Scala Norwood.

La calvizie può essere ereditaria?

Sebbene vi siano opinioni contrastanti, si può affermare che effettivamente c'è una correlazione tra la calvizie e la propria storia genetica.

Infatti, uno studio portato avanti dagli scienziati dell'Università di Bonn ha dimostrato come ci siano fattori ereditari alla base dell'alopecia androgenetica e che questi non fanno riferimento solo ai parenti di primo grado, come i genitori, ma anche a parenti di gradi superiori.

Per maggiori informazioni dai un'occhiata all'articolo in merito alla calvizie ereditaria.

Miti da sfatare sulla calvizie maschile

Quello della calvizie è un problema abbastanza diffuso e antico, basti pensare che ne soffre circa il 70% degli uomini.

Purtroppo, come accade anche per altre situazioni, intorno all'alopecia androgenetica si sono fomentate nel tempo diverse leggende e credenze popolari fuorvianti, che nulla hanno a che vedere con la realtà delle cose.

Vediamo insieme quali sono i miti più diffusi sulla calvizie maschile e cerchiamo di sfatarli.

1. I lavaggi frequenti indeboliscono i capelli: in realtà, lavare di rado i capelli può comportare un peggioramento della situazione, in quanto l'alopecia è accompagnata anche da una produzione maggiore di sebo che può essere eliminato attraverso un'adeguata detersione del cuoio capelluto con prodotti specifici.

2. Tagliare i capelli li rende più forti: questo è uno dei miti falsi più diffusi che va anche oltre alla calvizie. In realtà il taglio dei capelli non influisce minimamente sulla loro salute, dal momento che la parte visibile dei fusti è composta da cellule ormai morte, mentre l'alopecia agisce sui follicoli che sono invece la parte.

3. Dopo i 40 anni non si perdono più capelli: per esperienza personale, ho raggiunto questa età e se ho ancora qualche capello in testa è perché mi sono attrezzato nel prevenire una caduta che stava diventando sempre più frequente e aggressiva.

4. I capelli cadono se si usano gel e prodotti aggressivi: per lo stesso motivo secondo cui i capelli in realtà sono delle cellule morte, l'uso del gel e dei prodotti aggressivi può essere certamente poco indicato per altre ragioni, ma sicuramente non incide sulla calvizie che è connessa a fattori ormonali come abbiamo visto.

5. L'uso del phon fa cadere i capelli: se utilizzi il phon con temperature eccessivamente alte potrai determinare delle conseguenze negative per la salute dei fusti e la loro luminosità, ma questo certamente non contribuisce all'avanzamento della miniaturizzazione degli stessi.

6. Il pavimento è l'unico che può fermare la caduta dei capelli: si tratta di un modo di dire che chi soffre di perdita dei capelli avrà avuto modo di sentire spesso. Contrariamente a quello che si pensa, ci sono dei metodi efficaci da utilizzare se si vuole prevenire e arrestare l'andamento dell'alopecia androgenetica. Basta informarsi su quali siano i prodotti giusti in commercio.

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Questi sono i luoghi comuni e le leggende che maggiormente ruotano intono alla perdita dei capelli.

Se tu ne conosci degli altri non esitare a scriverli nei commenti e noi cercheremo di sfatarli così come abbiamo fatto con quelli appena descritti.

Esistono dei prodotti anticaduta a costi bassi? E se sì, dove posso acquistarli?

Sì, esistono dei prodotti efficaci che sono in grado di dare una mano importante nel contrasto alla caduta dei capelli nell'uomo. Clicca sui link che ti allego.

Si tratta del Profolan, un integratore naturale che ho assunto in prima persona e che ho consigliato anche ai miei amici che, come me, avevano problemi di calvizie.

Il consiglio che posso darti è quello di stare attento ai prodotti che trovi sul web, poiché non è raro imbattersi in rivenditori poco seri che propongono creme, capsule e lozioni varie che hanno poco di efficace, ma che presentano invece costi alti per ottenere un maggiore guadagno.

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AUTORE:

Augusto Riva

Sono un'appassionato del settore che lavora e vive a Roma, la mia città di nascita. Sia io che mia moglie abbiamo passato anni a soffrire del problema della calvizia e, una volta trovata la soluzione, abbiamo deciso di condividere le nostre esperienze e opinioni su questo portale, dato che la maggior parte dei rimedi e consigli sul web sono fuorvianti.

Puoi leggere di più su di me qui.