Bulbo Pilifero Atrofizzato? Come rinforzarlo velocemente

I follicoli piliferi hanno origine all’interno della pelle e hanno il compito di produrre quelle cellule che poi daranno vita ai peli.

Essi si formano precocemente: la loro presenza infatti è riscontrabile già al secondo mese di vita di un essere umano.


Il bulbo pilifero si trova nella parte inferiore dei follicoli piliferi e si inserisce all’interno della cosiddetta papilla dermica, dentro la quale passano diversi terminali nervosi.

Essa è inoltre l’area che più sta in profondità in un follicolo ed ha il compito di dare vita a ogni singolo capello.

Ai più quest’area è nota come radice del capello.


Il compito di ogni bulbo è di nutrire e far crescere ogni follicolo pilifero.

Essi presentano una forma sferica e, per essere considerati sani, devono possedere un diametro che deve superare quello che apparterrà al fusto del futuro capello.

Quali problematiche possono insorgere ai bulbi piliferi?



Esistono diversi disturbi che possono coinvolgere i capelli e, conseguentemente, anche il bulbo. Scopriamolo insieme.


Eccesso di sebo



Questa è una delle problematiche più ricorrenti e non è altro che una eccessiva produzione di sebo da parte del bulbo.

Il sebo è un materiale ceroso, talvolta solido, che può comportare sia l’occlusione del follicolo che del bulbo stesso.

Chi soffre di questo disturbo presenta una cute grassa e i capelli saranno visibilmente disidratati.



Iperidrosi del cuoio capelluto



Le ghiandole sudoripare hanno il compito di regolare la temperatura corporea.

Se queste aumentano la loro produzione di sudore, i bulbi piliferi vengono invasi da una sudorazione eccessiva e comporta un’alterazione del pH fisiologico che caratterizza il mantello idrolipidico.

Anche i capelli ne subiranno le conseguenze, i quali risulteranno più appesantiti.


Seborrea



Si tratta di un disturbo correlato all’eccesso di sebo.

Quest’ultimo risulterà più oleoso ed è una problematica correlata all’iperidrosi.

Se prima il sebo presentava una consistenza più solida, in questo caso invece risulta più liquido e si spande in maniera copiosa su tutta l’area interessata dal cuoio capelluto, entrando così a contatto con i bulbi piliferi presenti.

Ciò si noterà dall’aspetto che presenteranno i capelli, i quali saranno più grassi e allo stesso tempo pesanti.

Questa pesantezza è evidente dal fatto che i capelli risulteranno schiacciati sulla testa.


Bulbo atrofico


Come detto in precedenza, un bulbo per generare nuovi capelli deve essere sano.

Un bulbo non sano non è in grado di far crescere i capelli.

Esistono diversi fattori che possono condizionare lo stato di salute dei bulbi piliferi: carenza di nutrimenti, irregolarità del cuoio capelluto e via dicendo, radicali liberi, e via dicendo.

Quando un bulbo è malato vede ridimensionato il proprio diametro a tal punto da ridursi quasi del tutto.

Questo avviene principalmente in soggetti che presentano una cute soggetta a capelli grassi oppure in tutti coloro che presentano un’importante caduta dei capelli.

Bulbo a punto esclamativo



Questa condizione si verifica in tutti quei soggetti che soffrono di alopecia arata.

Costoro sono soggetti a una copiosa caduta dei capelli a tal punto che il cuoio capelluto diventa visibile a occhio nudo.

Il bulbo, in una situazione simile, riduce ulteriormente le proprie dimensioni, assottigliandosi drasticamente.


Bulbo ricurvo



Talvolta accade che una scarsa irrorazione sanguigna della papilla dermica comporti un’insufficiente nutrizione dei bulbi piliferi.

In questo caso, i capelli che nasceranno saranno deboli e fini.

Le sostanze nutritive, non riuscendo a raggiungere la papilla dermica, non potranno dar vita a capelli forti e sani.



Come capire se un bulbo pilifero è atrofizzato?



Se i bulbi continuano a produrre capelli, allora significa che questo non è atrofizzato.

Prendendo a campione il cosiddetto capello “vellus”( si tratta di un capello trasparente che ricorda molto quello dei neonati), anche se i follicoli non generano più capelli nuovi, ciò non significa che il bulbo sia atrofizzato.

Se risulta ancora ricettivo, potrà comunque produrre altri capelli (anche col pigmento).

AUTORE:

Augusto Riva

Sono un'appassionato del settore che lavora e vive a Roma, la mia città di nascita. Sia io che mia moglie abbiamo passato anni a soffrire del problema della calvizia e, una volta trovata la soluzione, abbiamo deciso di condividere le nostre esperienze e opinioni su questo portale, dato che la maggior parte dei rimedi e consigli sul web sono fuorvianti.

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